agosto
A Reggio Emilia il "PAN DEL RE"
Una sei giorni tra biodiversità, eccellenze enogastronomiche del territorio, gastronomia, musica, letteratura e tradizioni. Una varietà di proposte che quest'anno ruota attorno alla cucina musicale con un omaggio alle passioni culinarie di Verdi e al "mangiare" di Boccaccio.
Forno a cielo aperto con i maestri panificatori, spazi di degustazione ed acquisto, mercato di prodotti tipici reggiani, antiche varietà vegetali che rischiano di scomparire, ricette con gli chef come lo chef Gianni D'Amato, corsi di panificazione, proiezioni e spettacoli di burattini compongono il programma della quarta edizione di Pan de Re che prevede anche incontri con lo scrittore Ermanno Cavazzoni, il musicologo Corrado Rollin, lo studioso di tradizioni Gian Paolo Borghi, il direttore della rivista 'Il Cantastorie' e fondatore dell' omonimo archivio etnomusicologico Giorgio Vezzani e concerti con il Desperanto Quintet fondato dal polistrumentista Paolo Simonazzi e con i Tamburi del Crostolo
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Reggio Emilia, agosto 2013
Da martedì 3 a domenica 8 settembre, in concomitanza con la tradizionale Sagra della Giareda, a Reggio Emilia in piazza Gioberti, nel cortile di Palazzo Allende e in via Emilia Santo Stefano va in scena la quarta edizione di PAN DE RE, festa del pane,dei forni e dei mulini di Reggio Emilia, promossa per iniziativa dell'assessore Roberta Rivi dall'assessorato all'agricoltura della Provincia di Reggio Emilia con l'Associazione Panificatori Confcommercio, CIR food, Confesercenti, CNA, Progeo, Consorzio Agrario Provinciale, Industria Molitoria Denti, Coldiretti, Confagricoltura, Confederazione Italiana Agricoltori, UGC-Cisl
PAN DE RE pane da re o pane di Reggio Emilia è innanzitutto il nome del nuovo pane, un prodotto unico, frutto di un prezioso lavoro collettivo fra istituzioni e agricoltori, aziende molitorie locali e fornai di Reggio Emilia, ottenuto grazie a filiere produttive d'eccellenza 100% di origine reggiana, utilizzando solo ingredienti di alta qualità, assieme alle tecniche e al rispetto dei tempi di una volta.
Questo alimento, che registra un apprezzamento sempre crescente ed è diventato anche il pasto dei bambini di Reggio Emilia, adottato nelle scuole materne ed elementari, sarà celebrato assieme ad altre eccellenze enogastronomiche con una ricca serie di iniziative. Si spazia dal forno a cielo aperto di Piazza Gioberti dove il pane impastato e cotto dai maestri pastai sotto gli occhi dei visitatori potrà essere acquistato (con il marchio impresso su ogni forma di pane), ancora caldo, fino a sera al mercato contadino con i prodotti del territorio reggiano: vino, salumi, marmellate, formaggi e altri prodotti tipici e tracciabili, dalle degustazioni di eccellenze alimentari (come la marmellata e crostata di prugna zucchella, il furmaìn, i grissini e le ostie al parmigiano reggiano, l'anguria reggiana) al punto Ristoro (a cura della Pro Loco di Cadelbosco Sopra), che servirà pan de Re, gnocco fritto e chizze con affettati, parmigiano reggiano di vacca rossa, e tante altre squisitezze.
E come ricorda il detto "chi ha pane e vino sta meglio del suo vicino" questi cibi semplici e genuini potranno essere gustati all'interno di Palazzo Allende in abbinamento con il lambrusco a filiera corta e cortissima. I sommelier dell'Ais mesceranno vini di vitigni antichi e rari e, novità di quest'anno, le birre artigianali la cui produzione è in continua crescita anche nel reggiano, mentre Sirio Baldi mescerà spergola e champagne.
Spazio avranno anche antiche varietà vegetali della terra reggiana che rischiano di estinguersi, ma che la Provincia di Reggio Emilia - sottolinea l'assessore all'agricoltura Roberta Rivi - intende conservare, tutelare e valorizzare con la realizzazione un'arca regia e la pubblicazione di un Catalogo della biodiversità reggiana, comprendente anche specie animali, realizzato con la collaborazione di un nucleo di "agricoltori custodi" che si affiancano ad istituzioni di ricerca e scolastiche. Ci sono le specie che suscitano curiosità, vuoi per il nome, vuoi per la forma e l'uso: ecco allora ricomparire dal passato l'Anguria da mostarda, ma anche l'antichissimo Grano del Miracolo o il semiduro Frumento Poulard di Ciano, il Melone rospa così bitorzoluto da sembrare una zucca mentre la zucca 'reggiana' per eccellenza somiglia e porta il nome di Cappello da prete. La montagna dispone di diverse varietà di castagne, tra le quali la Masangaia già citata dal grande agronomo Filippo Re, la Mela pesca che deve il nome più al profumo che al colore, mentre la località di Montericco di Albinea dà il nome oltre che ad una nota varietà di Lambrusco anche ad una meno nota varietà di olive. C'è anche una Pera nobile e, tra i vitigni, sono conosciuti Fogarina e Spergola, ma si cerca di salvare la Termarina, uva, che oltre che per il vino era utilizzata per fare marmellate o la mitica "saba", mentre tra le bianche curioso è il nome della varietà Occhio di gatto.
L'atmosfera festosa attorno ad un nuovo pane sarà l' occasione anche per conversazioni serali che prevedono interventi di operatori del settore agro-alimentare, incontri di letteratura gastronomica e di gastronomia letteraria condotti da giornalisti, con, tra gli altri, lo scrittore Ermanno Cavazzoni, lo studioso di tradizioni Gian Paolo Borghi, il musicologo Corrado Rollin, il direttore della rivista 'Il Cantastorie' e fondatore dell' omonimo archivio etnomusicologico Giorgio Vezzani, oltre a sonorizzazioni con arie del melodramma e spettacoli come il concerto del Desperanto Quintet, il gruppo, formato nel 1988 dal noto polistrumentista Paolo Simonazzi (ghironda, organetto, diatonico, mandoloncello) e dei Tamburi del Crostolo. In programma in omaggio a Verdi la proiezione di "Viva Verdi, Giuseppe! Come e perché l'opera fece l'Italia... forse": un film, coprodotto dalla Radiotelevisione Svizzera italiana e Associazione Baretti, in collaborazione con il Teatro Regio, che approfondisce l'incredibile rapporto tra teatro e politica nell'Italia del XIX secolo.
La festa del pane, dei forni e dei Mulini di Reggio Emilia, a cura di Vitaliano Biondi con Massimo Bonacini, quest'anno sottolinea il legame tra la cultura musicale e quella gastronomica e tra la letteratura e il cibo. Nell'anno in cui in tutto il mondo si celebra il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, la festa del Pan de Re, si dedica alla cucina musicale con un omaggio alle passioni culinarie di Verdi. Vengono presi in considerazione i riferimenti al cibo e al vino disseminati nelle sue opere, le abitudini gastronomiche del Maestro, amante del buon mangiare in compagnia, curioso e attento selezionatore delle materie prime, estensore di ricette personalissime come il "suo" risotto alla milanese, la spalletta di San Secondo e la squisita minestra di Giuseppe Verdi contenuta nel primo numero de La Cucina Italiana, nella rubrica delle "Minestre e vivande equivalenti", sotto la "Vera minestra dei rurali". Una ricetta "povera", fatta con prodotti della terra, che potevano essere reperiti con facilità, soprattutto in campagna che fa del Maestro una sorta di "contadino di ritorno", un amante ante litteram dei prodotti territoriali.
Poi Pan de Re offre un percorso dedicato a Giovanni Boccaccio del quale quest'anno si festeggia il settimo centenario della nascita (Certaldo 1313). A una attenta rilettura del suo capolavoro, il Decameron è inscindibile il legame dell'autore con la tavola. Da una novella all'altra, sembra proprio di vedere il narratore in cucina a preparar pietanze con le originali e saporite ricette del tempo. Uno dei testi fondamentali, in materia di storia della pasta asciutta, resta la novella di Calandrino (XI-3) del Decamerone dove si parla del paese di Bengodi dove «eravi una montagna di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevano che far maccheroni e raviuoli, e cuocergli in brodo di capponi, e poi li gettavan quindi giù, e chi più ne pigliavapiù ne aveva ».
Non mancheranno Ricette all'opera e in concerto. Ricette originali di un grande maestro dell'Opera musicale e di altri compositori proposte dal vivo nel Cortile di Palazzo Allende, sede della Provincia di Reggio Emilia, da chef del territorio come Gianni D'Amato del ristorante Rigoletto di Reggiolo e del Caffè Arti e Mestieri di Reggio Emilia oltre a Gianni Brancatelli, chef del Podere Elisa, Alberto Ruozzi del ristorante Badessa - San Donnino/Casalgrande, con relative degustazioni guidate.
Saranno invece dedicati ai più piccoli lo spettacolo di burattini della compagnia di Riccardo "Tutto nel mondo e' burla" (Falstaff-Verdi) , cronaca di un sogno verdiano e i corsi di panificazione gratuita in programma sabato 7 e domenica 8 settembre nel corso dei quali sono svelati ai più piccoli tutti i segreti per sfornare un pane perfetto.
Infine per coniugare tradizione, ecologia e buone pratiche ambientali Pan de Re presenta nella giornata di sabato 7 settembre l'asino «Tacsi», guidato da Massimo Montanari, per «trasporto asinino con spesa intelligente» e a impatto zero.