2014
lunedì
febbraio
10

L'incanto dell'affresco

Interverranno:

Ouidad Bakkali, Assessore alla Cultura del Comune di Ravenna
Luigi Ficacci, Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici
per le Province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini
Antonella Ranaldi, Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici 
per le province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini
Lanfranco Gualtieri, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna
Uber Dondini, Presidente del Mar
Maria Grazia Marini, Direttore del Mar 
Claudio Spadoni, Direttore scientifico del Mar
Luca Ciancabilla, Cocuratore della mostra 

seguira' visita della mostra

Una navetta bus sarà a disposizione dei giornalisti per il trasferimento da Bologna a Ravenna. La partenza è fissata alle ore 11.00 dall’Autostazione di Bologna, il rientro da Ravenna è previsto alle ore 15.00 (arrivo a Bologna alle ore 16.30). Si prega di confermare la presenza entro le ore 12.00 di mercoledì 13 febbraio a: Studio Esseci tel. 049.663499, gestione3@studioesseci.net

Il MAR Museo d'Arte della Città di Ravenna prosegue la sua indagine su temi di grande interesse ancora da approfondire con l’ambizioso progetto espositivo dal titolo L'incanto dell'affresco in programma dal 16 febbraio al 15 giugno 2014, realizzato grazie al fondamentale sostegno dellaFondazione della Cassa di Risparmio di Ravenna.
La mostra, che raccoglie un'accurata selezione di 110 opere, curata da Claudio Spadoni, e da Luca Ciancabilla, si divide in sei sezioni, ordinate secondo un indirizzo storico-cronologico: dai primi masselli cinque-seicenteschi, ai trasporti settecenteschi, compresi quelli provenienti da Pompei ed Ercolano, agli strappi ottocenteschi, fino alle sinopie staccate negli anni Settanta del Novecento. 
Più di mezzo secolo or sono Roberto Longhi, anche sull'onda del successo della prima “Mostra di affreschi staccati” che si tenne al forte Belvedere di Firenze (1957), avvertì molto tempestivamente la necessità di allestire un'esposizione che potesse ripercorrere la secolare storia e fortuna della pratica del distacco delle pitture murali. Che era anche una storia del gusto, del collezionismo, del restauro e della tutela di quella parte fondamentale dell’antico patrimonio pittorico italiano. 
Risalgono ai tempi di Vitruvio e di Plinio le prime operazioni di distacco, secondo una tecnica che prevedeva la rimozione delle opere insieme a tutto l’intonaco e il muro che le ospitava. Il cosiddetto “massello”, che favorì il trasporto a Roma di dipinti provenienti dalle terre conquistate, altrimenti inamovibili, dopo secoli di oblio trovò nuova fortuna a partire dal Rinascimento - nel nord come nel centro della Penisola - favorendo la conservazione per i posteri di porzioni di affreschi che altrimenti sarebbero andati perduti per sempre. Così, in un arco temporale compreso fra il XVI e il XVIII secolo, vennero traslate la Maddalena piangente di Ercole de Roberti della Pinacoteca Nazionale di Bologna, Il gruppo di angioletti di Melozzo da Forli dei Musei Vaticani, La Madonna delle Mani del Pinturicchio: opere presenti in questa mostra.
Un modus operandi difficile e dispendioso che a partire dal secondo quarto del Secolo dei Lumi venne affiancato, e piano piano sostituito, dalla più innovativa e pratica tecnica dello strappo, prassi che tramite uno speciale collante permetteva di strappare gli affreschi e quindi portarli su di una tela. Una vera rivoluzione nel campo del restauro, della conservazione, ma anche del collezionismo del patrimonio murale italiano. Così mentre nelle appena riscoperte Ercolano e Pompei si trasportavano su nuovo supporto, per destinarle al Museo di Portici, le più belle pitture murali dell’antichità, nel resto d’Italia si diffondeva la rivoluzione dello strappo. Nulla sarebbe stato più come prima. Da quel momento in poi e fino a tutto il XIX secolo un numero cospicuo di capolavori della pittura italiana furono strappati, staccati dalle volte delle chiese, delle cappelle, dalle pareti dei palazzi pubblici e privati che le accoglievano da secoli, per essere trasportati in luoghi più sicuri, nelle quadrerie e nelle gallerie nobiliari e principesche d’Italia e di mezza Europa. Spesso infatti, dietro a conclamate esigenze conservative, si celavano implicite motivazioni collezionistiche. 
Andrea del Castagno, Bramante, Bernardino Luini, Garofalo, Girolamo Romanino, Correggio, Moretto, Giulio Romano, Nicolò dell'Abate, Pellegrino Tibaldi, Veronese, Ludovico e Annibale Carracci, Guido Reni, Domenichino, Guercino: tutti i grandi maestri dell’arte italiana fra la metà del Settecento e la fine del XIX secolo furono oggetto delle attenzioni degli estrattisti: Antonio Contri, Giacomo e Pellegrino Succi, Antonio Boccolari, Filippo Balbi, Stefano Barezzi, Giovanni Rizzoli, Giovanni Secco Suardo, Giuseppe Steffanoni. Anche loro, come gli illustri artisti sopracitati, e come alcune fra le più belle pitture di Ercolano e Pompei, saranno protagonisti della mostra del Mar. 
Ma la prassi estrattista conoscerà la sua più fortunata stagione proprio nel secolo scorso, quando, a partire dal secondo dopoguerra furono strappati e staccati un numero impressionante di affreschi. I danni provocati ad alcuni fra i principali monumenti pittorici italiani dai bombardamenti bellici e la convinzione che l’unica strada da percorrere per evitare che in futuro potessero reiterarsi danni irreparabili come quelli al Mantegna a Padova, Tiepolo a Vicenza, Buffalmacco e Benozzo Gozzoli a Pisa, fecero si che a partire dagli anni Cinquanta fosse avviata la più imponente campagna di strappi e stacchi che l'Italia abbia mai conosciuto. In caso di una temutissima nuova guerra, anche quella fondamentale porzione del nostro patrimonio pittorico si sarebbe potuta salvare ricoverandola nei rifugi antiaerei, come era stato fatto a partire dal 1940 con le tele e le tavole dei maggiori musei della nazione.
Prese quindi avvio la cosiddetta “stagione degli stacchi” e della “caccia alle sinopie”, i disegni preparatori che i maestri tre-quattrocenteschi avevano lasciato a modo di traccia sotto gli intonaci. Se nell’Ottocento era il collezionismo privato a favorire il trasporto degli affreschi, ora erano gli storici dell’arte e i musei della ricostruita Nazione a chiedere la diffusione su più ampia scala della tecnica estrattista rendendo facilmente fruibili a tutti tanti capolavori.
L’alluvione di Firenze fece il resto, mostrando al mondo intero la precarietà che condizionava la sopravvivenza dei più straordinari affreschi italiani. Così furono separati per sempre dal muro che li aveva custoditi da secoli Giotto, Buffalmacco, Altichiero, Vitale da Bologna, Pisanello, Signorelli, Pontormo, Tiepolo trovando dimora in alcuni fra i più importanti musei della nazione, e ora, per questa mostra, nelle sale del Mar di Ravenna. 
Il catalogo, in due tomi, edito da Silvana, raccoglie i saggi di diversi specialisti, le schede scientifiche di tutte le opere esposte e apparati biobibliografiche.

Scarica il cd stampa dal sito del MAR: http://www.mar.ra.it/ita/Links/Area-Stampa/Cartelle-Stampa 

Mostra: L'incanto dell'affresco. Capolavori strappati 
da Pompei a Giotto da Correggio a Tiepolo
Sede: Museo d’Arte della città di Ravenna
Enti organizzatori: Mar - Museo d’Arte della città di Ravenna
Patrocini: Regione Emilia-Romagna e Provincia di Ravenna
Periodo: 16 febbraio – 15 giugno 2014
Curatori: Claudio Spadoni e Luca Ciancabilla
Enti organizzatori: Comune di Ravenna - Assessorato alla Cultura, MAR Ravenna, Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici di Bologna, con la collaborazione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Orari: fino al 31 marzo: martedì- venerdì 9-18, sabato e domenica 9-19, 
dal 1 aprile: martedì - giovedì 9-18; venerdì 9-21;
sabato e domenica 9-19 , chiuso lunedì
la biglietteria chiude un’ora prima
Ingresso: intero: 9 euro, ridotto: 7 euro, 
studenti Accademia e Università, insegnanti: 4 euro

Sponsor ufficiale:
Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna
MAR - Ufficio relazioni esterne e promozione
Nada Mamish - Francesca Boschetti 
tel. +39.0544.482017 / 482775
fax +39.0544.212092
ufficio.stampa@museocitta.ra.it
www.mar.ra.it

Ufficio stampa:
Studio Esseci di Sergio Campagnolo
tel. +39.049.663499
fax +39.049.655098
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