ottobre
Le prossime escursioni Taro e Ceno

DOMENICA 30 OTTOBRE
IL MONTE CARAMETO
Attraverso la Silva Harimannorum, l’antica foresta dei guerrieri longobardi ,lungo un percorso parzialmente innevato raggiungeremo la vetta del monte Carameto (1320m) da cui si gode uno spettacolare panorama a 360 gradi sulla val Ceno, la val d’Arda e sulla pianura padana. L’Istituto Geografico Militare, che utilizzò la visuale da questa cima per le misurazioni del territorio, considera il monte Carameto tra i 300 punti panoramici più belli d’Italia!
DOMENICA 30 OTTOBRE
DA LEVANTO A MONTEROSSO, SULL’ALTA VIA DELLE CINQUE TERRE
Splendida escursione autunnale lungo l’Alta Via delle cinque terre, tra i paesini di Levanto e Monterosso. Il percorso, immerso nella macchia mediterranea punteggiata da pini marittimi, lecci e lentisco, costeggia ripide falesie a picco sul mare, con punti panoramici bellissimi; tra questi il promontorio di Punta Mesco, dal quale è possibile ammirare la Corsica e le isole toscane, le alpi marittime e tutta la costa da Portovenere a Portofino. L’escursione non presenta particolari difficoltà ed è adatta a tutti.
SABATO 5 NOVEMBRE
VELEIA ROMANA E IL PARCO DI MONTE MORIA (PC)
Partendo dalla visita al sito archeologico della città romana sorta nel 158 a.c. nei luoghi dei Liguri Veleiates, faremo un’escursione nel Parco Provinciale piacentino in Val d’Arda.
Veleia fu un prosperoso municipio romano a capo di un vasto territorio che si espandeva dalla zona parmense del fiume Taro fino alla Val Trebbia abbracciando la regione boscosa fin quasi a Bedonia ed alla zona ligure di Santo Stefano d’Aveto.
L’esplorazione di Veleia è da ricondurre a Filippo di Borbone, duca di Parma, intorno al 1760 nella zona dove anni prima fu rinvenuto casualmente un reperto di grande rilevanza: la Tabula Alimentaria Traiana, il più esteso documento bronzeo risalente alla prima metà del II secolo d.C.
Nel parco, che occupa una superficie di oltre 1000 ettari nei comuni piacentini di Morfasso e di Lugagnano, si inizia dalla località La Villa per andare verso il Prato delle Lame e poi intraprendere un percorso circolare a raggiungere la vetta del Monte Moria, la chiesetta della Madonna del Monte e il rifugio.