settembre
E venne il giorno del CittaSlow Sunday
26 Settembre 2010
1° Giornata internazionale del buon vivere slow
Il programma completo delle iniziative
Si annuncia già come un grande successo il 1° Cittaslow SunDay, un evento di carattere internazionale per promuovere universalmente "concetti" e "progetti" che rappresentino la realtà e la prospettiva delle Cittaslow.
Se “lentezza” – afferma il Presidente, Gian Luca Marconi, -per noi non significa “ritardo”, ma “rispetto”, “responsabilità”, “condivisione”, “economia durevole”., Cittaslow significa nuova educazione, nuova produzione, a partire dall’agricoltura, nuovo consumo, nuovi stili di vita.
La prima giornata internazionale delle città del buon vivere sarà dedicata alla memoria di Angelo Vassallo, il Vicepresidente dell’Associazione assassinato dai poteri criminali il 5 settembre scorso.
In questo giorno, che verrà riproposto ogni anno, tutte le Cittaslow organizzano eventi e manifestazioni nelle piazze, nei luoghi di aggregazione, nelle scuole, per promuover e divulgare i concetti di impegno collettivo.
Da Goolwa in Australia a Sonoma in California, da Sokndal in Norvegia ad Altomonte in Calabria, sono decine le piccole città della rete Cittaslow che domenica prossima mostreranno il meglio del “vivere slow”, un antidoto e un vaccino per l’intero pianeta . La nostra "Terra Madre", come dice Carlo Petrini, va rispettata ed amata, e ciò è possibile attuando i progetti Cittaslow giorno per giorno, ognuno di noi – Sindaci delle piccole città della nostra rete, cittadini e viaggiatori ospiti, imprenditori e decisori locali - portando il proprio contributo concreto alla costruzione di un mondo realmente "più pulito, buono e giusto".
I settori di impegno sono quelli di Cittaslow: le politiche ambientali (energia,trasporti - biciclette e pedibus inclusi - cambiamenti climatici, uso e difesa del suolo, valore del paesaggio, biodiversità, ecc.), le politiche sociali (inclusione, responsabilità sociale, educazione, identità del territorio, ecc.), l’agricoltura e le produzioni di territorio (coproduzione, Terra Madre, Presidi Slow Food, Mercati della Terra, Comunità del Cibo, ecc.), il turismo di comunità, la consapevolezza degli abitanti.
"Il nostro obiettivo – spiega Pier Giorgio Oliveti, direttore di Cittaslow International dal quartier generale di Orvieto(Terni)- è quello di dare gambe ad una "contro cultura positiva", più che mai utile al giorno d’oggi dove le crisi di sistema del nostro modello di sviluppo, energia, cibo e finanziaria - le "3 F" degli anglosassoni, fuel-food-financial - si intrecciano in alcuni paesi con una crisi di relazioni, di valori e di prospettive di qualità per la vita per le future generazioni: essere slow, realizzare la Cittaslow, significa mettere al centro l’identità dei luoghi, l’uomo e il cittadino, sempre più responsabilizzato e partecipe(co-produttore), rispettoso delle proprie e delle altre culture e dell’ambiente che lo circonda".
"Slow Future" è la nostra prospettiva alla portata dei Sindaci, dei cittadini e dei Soci Slow Food delle 144 Cittaslow associate in 21 paesi del mondo.
Un ricco calendario di eventi animerà DOMENICA 26 SETTEMBRE tutte le PIAZZE E STRADE DELLE CITTASLOW in Italia e all’estero.
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