novembre
Maximostro Località Miniere Riva Valdobbia
In allegato trasmettiamo per conoscenza articolo apparso oggi lunedì 12/11/2012 sul giornale locale "Notizia Oggi" relativamente alla "approvazione" della Giunta regionale della variante al Piano Regolatore del Comune di Riva Valdobbia che dovrebbe consentire la realizzazione del maximostro in Località Miniere (31.200 mc) contestato dal Comitato sin dal lontano 2008. Siamo assolutamente sorpresi del pronunciamento della Giunta Regionale soprattutto se consideriamo le allegate lettere con relative Note inviate dal Comitato a Regione Piemonte (Direzione Ambiente e Direzione Programmazione strategica, Politiche Territoriali ed edilizia in data 8/06/2012), al Comune di Riva Valdobbia in data 21/06/2012, alla Soprintendenza di Torino in data 8/06/2012. Le Note evidenziano l'assurda previsione di "riqualificazione" dell'area della Località Miniere di Riva Valdobbia operata dal Comune mediante imponenti edificazioni residenziali, ricettivo-turistiche e commerciali promosse da società private in un'area di carattere demaniale compresa in una zona di altissimo valore naturalistico e paesaggistico dichiarata dal Ministero dell'Ambiente "di notevole interesse pubblico" (D.M. 1/08/1985 cosiddetti Galassini). Per di più Località Miniere di Riva Valdobbia presenta un rischio ecologico-sanitario "Alto" per potenziali scarti di arsenico, cadmio, manganese, nichel e rame come dichiarato dall'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Ente pubblico emanazione del Ministero dell'Ambiente) sull'elenco "Siti minerari abbandonati in Piemonte". La gestione dei siti minerari abbandonati non può che prevedere importanti opere di risanamento ambientale non solo per le gravi ferite prodotte sul paesaggio, ma soprattutto per la presenza di materiali di scarto abbandonati che costituiscono una seria fonte di rischio per la salute ambientale del territorio circostante. Per quanto riguarda il sito minerario abbandonato di Riva Valdobbia in Località Miniere, prima di stabilirne una eventuale edificabilità, si sarebbero dovute affidare all'ARPA attente verifiche sul suolo dell'area in questione per stabilirne l'eventuale tossicità sull'uomo ed influenze sull'ambiente, poiché per molti anni durante il periodo di attività della miniera sono stati depositati, fino a costituire una vera e propria "collinetta", scorie e materiale di scarto trattati con agenti chimici di vario tipo. Tuttora si possono vedere nella collinetta ampi strati di terreno color verde-azzurro. Ricordiamo poi che l'area è attraversata dal torrente Otro che ne condiziona anch'esso l'edificabilità. A nulla sono valse le battaglie sostenute dal nostro Comitato affinchè non venisse approvata la variante al P.R.G.C., la forte pressione mediatica, le denunce delle Associazioni ambientaliste e la speciale attenzione riservata alla questione dalla Soprintendenza di Torino (allegata Lettera 2/11/2011). Nonostante tutto riteniamo che la battaglia debba continuare affinchè non si proceda alla costruzione in programma degli edifici dalle impressionanti dimensioni.