2012
lunedì
novembre
26

Lettera della settimana: tristezza Sankt Moritz

Sono tornato a Saint Moritz dopo circa vent'anni. In una splendida giornata di sole
La rutilante regina del bien vivre, del lusso, dello sport non esiste più. Sono
arrivato con il mitico Trenino Rosso da Coira- Thusis, la stazione di Saint Moritz
rinnovata è diventata un cubo di vetro senza anima, sparito il caldo e rustico
ristorantino dove degustavi fumanti gulashsuppe o rösti con salsiccia, adesso un
self service disadorno e freddo con qualche cibo tutto già pronto, il chiosco dei
giornali , lavagne con perentori editti ( se paghi in euro hai resto in franchi, non si
accettano monete,ecc.) una biglietteria vuota, una sala di aspetto fredda e
disadorna ravvivata solamente da una bella esposizione sulle Ferrovie Retiche
patrimonio dell'Unesco.
Ho girovacchiato per il centro, traffico zero, molti alberghi e negozi chiusi. Un
cartello appeso davanti al mitico Grand Hotel Kempinsky des Bains propone
programmi e soggiorni a prezzi super scontati tipo Aldi o Lidl : con 240 franchi
svizzeri giorno pensione completa compreso sky pass, colazione, pranzo, cene, ed
accesso alla spa. Nel tornare in Italia con il Trenino Rosso su Tirano penso con
gioia a vacanze tutte valtellinesi, dove trovi sorrisi e degusti ancora piatti
tradizionali: dai pizzoccheri agli "sciatt", dagli zigoner ai "chisciöi ".

Di: Attilio Ccotti