2011
giovedì
marzo
03

European Charter on shared social responsibilities

UNA NUOVA "CARTA DELLA RESPONSABILITA' SOCIALE CONDIVISA"  SARA' PRESENTATA LUNEDI'  E MARTEDI' PROSSIMI A BRUXELLES

European Charter on shared social responsibilities. 

Il Consiglio d'Europa in partnership con la Commissione Europea organizza questa importante conferenza-seminario a Bruxelles, durante la quale verrà presentato un nuovo documento di orientamento per i governi europei relativo alla "responsabilità" come presa di coscienza da parte cittadini dei propri destini democratici, della qualità del vivere in Europa,  oggi e nel futuro.

In un momento epocale di cambiamenti politico-sociali, economici e culturali molto spinti, la sfida planetaria si fa più serrata: in gioco c'è lo stesso destino del pianeta, nonché le conquiste di coesione sociale e autogoverno che le democrazie hanno saputo darsi.  L'Europa tutta guarda al proprio futuro facendo tesoro delle proprie esperienze e della propria decennale storia democratica. Si riparte dal "popolo", dal cittadino che in ogni democrazia compiuta deve e dovrà sempre più essere sovrano. Le popolazioni europee hanno acquisito abilità democratiche nella lotta per l'uguaglianza, la dignità umana, la protezione di beni comuni e il riconoscimento di bisogni fondamentali. La conoscenza e le eredità culturali diverse favoriscono uno spirito critico e imprenditoriale che è alla base dell'innovazione istituzionale, della sperimentazione sociale e dell'iniziativa economica. Le istituzioni in Europa, al centro come sul territorio, i Comuni e le realtà regionali, hanno sviluppato un fondo d'esperienza che deve essere valorizzato e tramandato alle generazioni successive.

Ora una nuova CARTA DELLA RESPONSABILITA' SOCIALE CONDIVISA traccia dopo due anni di lavoro le linee guida che dovranno essere recepite dagli organi politici del Consiglio d'Europa, dalla Commissione europea, dal Parlamento europeo, dal Consiglio europeo, dal Comitato europeo economico e sociale e dal Comitato delle regioni. La Carta sarà presentata inoltre a tutti i parlamenti dei stati membri e alle organizzazioni internazionali.

La domanda è: Come si combattono le nuove e vecchie povertà in Europa, la precarizzazione progressiva del lavoro, l'erosione di fiducia nelle istituzioni, nel mercato, nel futuro? "I temi su cui abbiamo dibattuto all'interno del Gruppo di lavoro al Consiglio d'Europa - spiega Gian Luca Marconi, presidente di Cittaslow International -  sono quelli della "cittadinanza democratica", dello Stato sociale governato dallo stato di diritto, dell'autogoverno locale, del dialogo sociale, delle partnership e delle strategie per risolvere conflitti tramite modi politici e nonviolenti. Argomenti più che mai di attualità, visto cosa sta succedendo nei paesi occidentali e oggi in Nord Africa e in tutto il mondo arabo"

Le Cittaslow sono state ufficialmente inserite dal Consiglio d'Europa come partner tecnico portando i casi di studio più interessanti, da tutte le 110 Cittaslow di 14 stati europei ed altre 34 da  7 paesi extraeuropei, Stati Uniti e Corea del Sud compresi. "C'è  bisogno urgente di limitare l'incertezza sul futuro, e di creare una consapevolezza rinnovata di responsabilità pubbliche e private, - aggiunge Pier Giorgio Oliveti, direttore dell'associazione - attraverso la promozione del principio di responsabilità sociale condivisa per canalizzare conoscenza e risorse verso interessi individuali e collettivi, forti e deboli, e verso obiettivi condivisi  all'interno di uno scambio intergenerazionale. Nel nostro paese nonostante tutto siamo più "fortunati" che in altri perché abbiamo i Comuni come prima forte cellula  originaria delle comunità locali. Sono proprio i Comuni che all'interno di un quadro più generale di riferimento normativo ed istituzionale (Provincia, Regione, Governo Nazionale, Governo Europeo), possono in qualche modo tornare alle origini e coltivare meglio tutte quelle forme di democrazia dal basso che richiedono responsabilità, condivisione, giustizia sociale. Numerosi sono gli esempi nella rete delle Cittaslow italiane ed europee, i cosiddetti "case history", dai grandi progetti di sistema condivisi dal basso ai piccoli progetti con semplici azioni quotidiane che migliorano la qualità della vita, rispettano la bio diversità delle culture e dei diversi ambienti  dell'abitare".

Oltre 600 partecipanti, autorità locali pubbliche, ricercatori, studenti, imprese non profit, organizzazioni della società civile, ecc., da 41 paesi, saranno presenti a Bruxelles lunedì e martedì prossimi. Cittaslow International sarà presente con numerosi Sindaci ed esponenti alcuni dei quali sono speakers ufficiali all'interno di tre Seminari tematici:

Gian Luca Marconi - Cittaslow Presidente, Sindaco Castelnovo ne' Monti  - I
Pier Giorgio Oliveti - Cittaslow Direttore - Orvieto  I
Andrea Mearns - Cittaslow Vice - presidente, Sindaco  Mold - UK
Arnoud Rodenburg - Cittaslow vice - presidente, Sindaco Midden-Delfland - NL 
Krzysztof Skalski - Cittaslow Rete Polacca - PL 
Raul Daoli - Cittaslow Sindaco Novellara - I 
Sabine Storme - Cittaslow Silly representative - B
Tunç Soyer - Cittaslow Sindaco Seferihisar - TR
Valter Bertani - Cittaslow Vicesindaco Abbiategrasso - I

 

Di seguito alcuni contenuti della CARTA:

I Governi degli Stati europei

b. facilitino processi di innovazione e apprendimento collettivo per promuovere comportamenti in armonia con i quadri di riferimento europei nel campo dei diritti fondamentali, democrazia e la gestione di beni comuni;

c. promuovano una nuova condivisione di responsabilità sociali che rifletta le capacità di tutti gli stakeholders(=gli attori interessati, cittadini, amministratori, imprenditori, soggetti economici e sociali);

d. incoraggino e legittimino nuove forme di deliberazione, per ridurre ineguaglianze di potere e formulare le scelte di autogoverno tramite la condivisione e lo scambi di idee

e. promuovano e legittimino nuove strutture di governance coinvolgendo gli stakeholders, i vari livelli di responsabilità e i diversi settori della società, al fine di esprirere politiche comprensive degli interessi di tutti, in un ottica trans generazionale;

f. rinnovino i criteri di valutazione di iniziative per fornire agli interessati un modo di verificare a) la coerenza tra decisioni e adempimento e b) la qualità dei risultati;

g. assicurino che i processi d'apprendimento, le forme di partecipazione, le strutture di governance e i criteri di valutazione traggano vantaggio dalla conoscenza e dai contributi di tutti gli stakeholders, in accordo con le loro abilità, i ruoli e  le risorse, prestando ascolto particolarmente ai più deboli e che soffrono per le conseguenze negative di scelte altrui;

h. riconoscano e sostengano attivamente il ruolo essenziale svolto dagli stakeholders locali, quartieri, città, paesi, cantoni e regioni nel costruire un'Europa di responsabilità sociali condivise, particolarmente nelle aree più svantaggiate;

i. si assicurino che la Carta sia distribuita su vasta scala tra istituzioni, autorità, imprese (comprese quelle dell'economia sociale e solidale), le organizzazioni della società civile (comprese quelle che producono beni e servizi), i sindacati, le fondazioni, le organizzazioni professionali, i media, i social networks e i cittadini in genere;

j. facilitino la padronanza e l'adempimento dei contenuti dello Carta attraverso un Comitato per la Promozione delle Responsabilità Sociali Condivise, incaricato di promuovere il suo adempimento.

Link http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=88&langId=it&eventsId=328&furt...