2014
mercoledì
aprile
16

Monteregio news - Progetto carceri avanzi di galera

Questo appuntamento ha fornito accenni che vanno annoverati non solo come "Cibo per lo stomaco" ma anche come "Cibo per la mente". 

Lettura in libera interpretazione di alcuni passi del libro "Avanzi di Ga-lera" scritto dai detenuti di San Vitto re - Milano; un appuntamento concre tizzato in collaborazione con l' "Asso-ciazione a tutto volume" della Biblio-teca Comunale di Bagno a Ripoli (Firenze; un incontro che si è concluso non con il classico Laboratorio del Gusto ma con una degustazione di piatti realizzati dai cuochi carcerati della Casa Circondariale di Massa Marittima. Questo insolito appuntamento ha inteso avvicinare i reclusi alle tematiche operative del Progetto "Taste Of Freedom" che prevede per il 2015 la realizzazione di un cook book (sia carteceo che E-book) consistente in 30 ricette (5 per ogni partner europeo di: Italia (2), Lituania, Portogallo, Spagna, Turchia), una pubblicazione che intende essere un forte esempio di cittadinanza attiva europea estesa anche alle situazioni di vita sociale estreme come quella carceraria. Avanzi di galera - dalle "ricette dei poco di buono" (come dice il sottotitolo del volume), viene fuori un mondo spesso ignorato, e la sua voce: che si è insinuata oltre le sbarre per metterci a conoscenza di realtà vicine, troppo lontane. Nel libro i detenuti presentano le loro ricette, spesso ispirate ai ricordi della cucina di casa e, a testimonianza di una presenza crescente di extracomunitari nelle prigioni italiane, tanto contaminate dai sapori della cucina araba, magrebina, sudamericana, slava, da dare origine a una sorta di meticciato gastronomico. 

Trentacinque piatti in tutto, sfiziosi e di poco costo, tipici del recluso dai gusti forti, tra i quali il cavolfiore del cellone e le zucchine in salsa per l'ergastolano, gli spaghetti alla disgraziata, l'imbroglio di pollo al nero e il caffè rigorosamente alla napoletana. Il risultato è un lavoro originale, in cui il cibo è un espediente per parlare della vita carceraria, delle sue durezze e contraddizioni, in forma riflessiva, autoironica e serena, ma pur sempre velata d'amarezza.

......Alcune di queste ricette sono state lette con tecnica e passionalità da due Volontari dell'Associazione "A tutto volume"; la loro interpretazione ricca di patos ha introdotto ad un'esemplificazione pratica del "Cibo del Carcere" realizzata dai detenuti che hanno il ruolo di cuochi e giornalmente realizzano i piatti per tutti i detenuti. Ci hanno fatto gustare, la Pizza in pa della, il Pasticcio di riso al forno, il Pa ne tostato in padella e la Pasta alla tra panese