Anghiari

Attorniato da pievi e castelli, Anghiari emerge dal meraviglioso scenario della Valtiberina Toscana, anfiteatro naturale ricco di storia e paesaggi dalla bellezza incomparabile. Anghiari è un affascinante borgo medioevale situato nel territorio disegnato dallo scorrere dei fiumi Tevere ed Arno. Paese a forte vocazione turistica, Anghiari vanta origini antiche e si presenta al visitatore con un suo caratteristico aspetto medievale, posizionato su di una altura a dominio della valli del Tevere e del Sovara. Le case in pietra, i vicoli, le scale, le suggestive piazzette, testimoniano ancora oggi i valori storici tramandati attraverso i secoli. Il borgo di Anghiari ha costituito un notevole punto di riferimento per tante vicende storiche tenendo alta la bandiera della toscanità in una terra di confine ed equilibri molto delicati. L'originario nucleo castrense è caratterizzato dal "cassero" una mole imponente che si evidenzia sull'intera configurazione urbanistica - da Palazzo Pretorio e dalla Badia. Di certo fu durante il Medioevo che Anghiari assunse la massima importanza soprattutto per la sua posizione strategica.

Intorno a questo centro si sviluppò nel corso del XV secolo il cosiddetto "Borghetto": le iniziative da parte delle congregazioni religiose e delle famiglie più altolocate determinarono un'interessante crescita edilizia, esemplificata dalla realizzazione di Palazzo Taglieschi e Palazzo Marzocco. I due Palazzi fanno parte del Sistema Museale di Anghiari, nato con l'obiettivo di stabilire una relazione biunivoca tra ciò che si trova dentro i musei ed il contesto territoriale. Il Palazzo della Battaglia è il fulcro delle attività e dei servizi di informazione ed accoglienza per il visitatore ed ospita il Museo delle Memorie e del Paesaggio nella Terra di Anghiari che si propone di narrare l'evoluzione del paesaggio dalla formazione della piana della Valtiberina fino ai giorni nostri e lo stretto rapporto tra storia e acqua (fiume) attraverso l'attività e l'industria umana. Il Museo è il luogo dove le testimonianze vivono nuovamente. Dal principio è un percorso cronologico: strumenti preistorici, reperti archeologici di età romana, fra i quali una testa di rara bellezza del dio Pan scolpita nel cristallo di rocca, ma cambia di significato continuando nella visita quando, avvicinandosi gradualmente alla rinascenza delle arti, si incontrano episodi di storia sociale (Il Catorcio di Anghiari), di Storia, di Storia dell'Arte, per finire con la raccolta delle antiche armi da fuoco Anghiaresi. Naturalmente all'interno del Museo particolare attenzione è dedicata alla Battaglia di Anghiari come avvenimento storico, politico ed artistico: il 29 giugno 1440 i fiorentini riuscirono ad accerchiare i milanesi costringendoli alla fuga. Da allora, ogni anno, il 29 giugno, nel giorno dedicato ai Santi Pietro e Paolo, si corre il palio, il Palio della Vittoria, il Palio della Toscana.

La Battaglia di Anghiari è strettamente legata al nome di Leonardo da Vinci che nel maggio del 1503 ricevette l'incarico, dalla Repubblica Fiorentina di rappresentare questo scontro nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze. Danneggiato da un artificioso processo di essiccamento, il dipinto, incompiuto, andrò distrutto. Nonostante ciò, il capolavoro scomparso di Leonardo risulta ancora oggi oggetto di studi e ricerche. Passeggiando nei vicoli, strade, piazze, intricati come le radici di questa terra, è spontaneo sentirsi interpreti di tempi lontani, dove il valore degli oggetti si misurava attraverso l'equilibrio delle Forme. In apparenza è questo equilibrio che foggia il centro urbano di Anghiari, un'armonia dove le chiese di S. Agostino e di Badia sono le vecchie consolanti madri della comunità. Lo scorrere del tempo ha lasciato segni importanti nelle chiese e nei palazzi del centro storico, sviluppando un disegno urbanistico molto suggestivo, raccolto lungo la ripida "ruga" che attraversa il paese rendendolo unico ed inconfondibile.

La gastronomia locale infine rappresenta un'ulteriore motivo di visita in questo paese: coloro che vogliono ritrovare le antiche tradizioni di una cucina genuina, che si avvale di molti prodotti tipici intelligentemente celebrati in piatti di carne ed in prodotti dell'agricoltura, possono ritrovarla nella semplicità e nella purezza dei piatti che conservano l'impronta dell'antica tradizione culinaria della Toscana che è noto, fa di necessità virtù. In Anghiari la necessità ha fornito, nel passato, delle idee geniali in cucina: "il sugo finto", che ci sazia, ci soddisfa, ma è leggerissimo, condimento ideale per i "bringoli", un primo piatto semplice, grandioso nel gusto. Nel rispetto delle tradizioni. Anghiari è la sede della Strada dei Sapori Valtiberina Toscana, (www.stradasaporivaltiberina.it) marchio che rappresenta le eccellenze "slow" nella produzione enogastronomica in questa parte di Appennino Toscano. Tutti i ristoranti propongono degustazioni dei prodotti locali: crostini neri, brustichino con olio toscano, salumi, bringoli, pasta fatta a mano, carni imporchettate e arrostite alla brace, cacciagione varia, funghi porcini, tartufi di stagione, pan giallo e mantovana con pinoli.

Fiere ed esposizioni si accompagnano a mostre e feste popolari.

Principali manifestazioni:

- Marzo- Aprile Stagione teatrale Teatro Comunale dei Ricomposti

- Aprile - Maggio Mostra Mercato dell'Artigianato della Valtiberina Toscana

- Maggio La Scampanata ( ogni 5 anni)

- 29 Giugno Palio della Vittoria

- Luglio Agosto Estate Anghiarese musica, spettacoli e teatro tra le antiche mura

- Luglio Southbank Sinfonia Festival

- Agosto Tovaglia a Quadri

- Fine Ottobre Primi Novembre I cento gusti dell'Appennino. Mostra mercato sul mondo

dell'enogastronomia legata al territorio.

- Novembre Festa dei Bringoli e di San Martino

Anghiari, attorniato da pievi e castelli, gode dell'affascinante scenario dell'Alta Valle del Tevere, anfiteatro naturale per escursioni dense di spiritualità nelle vicine chiese di S. Stefano, S. Maria di Corsano, Pieve di Sovara, Pieve di Micciano, il Santuario della Madonna del Carmine e il Convento di Montauto. Un'atmosfera incontaminata, ricca di boschi secolari punteggiati da monasteri.

Riserve naturali tutelano particolari ecosistemi, visitabili a piedi, a cavallo o in mountain bike attraverso una fitta rete di sentieri. Da visitare la Riserva Naturale dei Monti Rognosi, quella della Golena del Tevere, le faggete e i pascoli dell'Alpe di Catenaria che si affacciano direttamente sul Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

Referenti per Cittaslow: Alberto Vellati